Le norme sui visti d'ingresso

le precauzioni per evitare imprevisti

04/10/2004

Ogni anno, vi sono migliaia di clienti esteri che arrivano in Italia per affari; molti di questi necessitano di un visto d'ingresso che puo' essere ottenuto solo grazie ad una lettera di invito preparata dall'azienda italiana.
E' una pratica d'uso comune, utilissima per consolidare le relazioni commerciali fra le imprese. Tuttavia, sono stati segnalati alcuni casi di cittadini extracomunitari (generalmente dell'Africa o dell'Asia), che si spacciano per clienti al solo scopo di ottenere facilmente un visto d'ingresso per l'Italia (naturalmente, una volta arrivati nel nostro Paese si volatilizzano e diventano clandestini) .
Solitamente, richiedono poche informazioni sui prodotti e sui prezzi, spesso non chiedono neppure dei campioni e si dicono subito interessati a concludere un grosso affare, ponendo come unica condizione di venire in Italia per vedere i prodotti. L'azienda italiana si trova cosi' di fronte alla richiesta di inviare una lettera d'invito per motivi d'affari che verra' utilizzata dal potenziale cliente per ottenere dall'Ambasciata d'Italia nel Paese estero, un visto d'ingresso valido per l'Italia e le nazioni europee aderenti al trattato di Schenghen. La normativa italiana sull'immigrazione, prevede dei precisi obblighi per coloro che invitano dei cittadini extracomunitari per motivi d'affari:
- sopportare eventuali spese mediche del cittadino estero, nel caso in cui quest'ultimo non le paghi in prima persona
- sopportare eventuali spese di soggiorno del cittadino estero, nel caso in cui quest'ultimo non le paghi in prima persona
- non favorire l'immigrazione clandestina. L'ultimo punto, in particolare, comporta l'onere, per l'azienda italiana, di sincerarsi che la persona invitata torni nel proprio Paese entro i termini previsti dal visto.
Infatti, se il cittadino extracomunitario si rende irreperibile, la ditta italiana corre il rischio di vedersi contestare l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dato che, dal punto di vista commerciale, e' impensabile rifiutarsi di invitare dei potenziali clienti in Italia, potrebbe essere utile adottare alcune precauzioni, valide, soprattutto, per i nuovi contatti (quelli che seguono sono alcuni suggerimenti, non esaustivi):
- sincerarsi circa l'effettiva esistenza dell'azienda estera (tramite ricerche su internet, i funzionari del Consolato italiano o le informazioni commerciali, ricordando che Mantova Export puo' dare una mano per queste indagini);
- contattare l'azienda estera per verificare che il signor tal dei tali (colui che dovrebbe venire in Italia), lavori effettivamente per essa e sia da questa autorizzato alla visita d'affari;
- approfondire, per quanto possibile, la reale conoscenza dell'interlocutore estero circa il settore merceologico in cui afferma di operare;
- una volta deciso di invitare il potenziale cliente, predisporne l'accompagnamento dall'areoporto all'azienda e viceversa. E' importante, comunque, ricordare che non e' pensabile l'ipotesi di non invitare tout-court i clienti dei Paesi per i quali e' previsto il visto; sarebbe commercialmente assurdo, anche per il fatto che i casi sopra segnalati sono una sparuta minoranza nel contesto delle migliaia di imprendori e dirigenti esteri che si recano ogni anno in Italia per affari. Per maggiori informazioni sull'argomento, le aziende associate possono contattare Mantova Export, nella persona del direttore, Sig. Dotti. Cordiali saluti. A. Dotti
(direttore)

Mantova Export

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